Napoli - Sassuolo, sul biglietto da visita c'è scritto: vero amore



Tridente: Insigne fa 54 partite di fila, Mertens 200 presenze con la maglia del Napoli, Callejon segna il quinto gol in campionato, giusto la metà del belga. Il tridente compie un anno, ha infranto qualsiasi record e ispirato più di tutti la fantasia dei tifosi negli ultimi anni. È il biglietto da visita del Napoli calcio e di come la città intenda il gioco del futbol prima ancora dei tempi della Ma.Gi.Ca.. Succede al trio Insigne-Higuain-Callejon e a quello di mazzarriana memoria Hamsik-Cavani-Lavezzi. È sempre bel canto, direbbero Sergio Bruni ed Enrico Caruso. 

Il gioco delle coppie: è difficile stabilire chi siano i migliori in una prova corale che ha questi ritmi - 10 vittorie su 11 - ma Allan (8) e Ghoulam (7) sin dall’inizio di questa stagione stanno dando un contributo fondamentale. Il brasiliano, oltre la prestazione, oltre le caratteristiche - l’ariete del pressing napoletano - segna un classico gol all’Allan: se li va a prendere nella loro area. Quanto all’algerino, oltre lo stato di forma, oltre la consapevolezza, riconosciuta ormai da tutti, di essere tra i 5 terzini sinistri più forti in Europa, aggiunge un tiro di destro al volo che si stampa sul palo alla destra di Consigli: avrà vibrato per almeno dieci minuti. Il portiere, intendo. 
Viceversa Chiriches e Zielinski (10 in due) possono fare, come già scritto, molto di più. Non redimono e fondano la colpa i piedi buoni del rumeno: le sue distrazioni, la sua sufficienza. Non giustifica la giovane età il polacco che deve mostrare miglioramenti come tutta la squadra. Invece, pur cercando il minimo indispensabile, l’appoggio facile all’uomo vicino, sbaglia molto e cincischia e anche la fortuna, stavolta, gli manda un segnale: su un buon tiro becca tutti e due i legni prima che la palla finisca nelle mani del portiere avversario. 

Distrazioni: la sensazione di dominio può portare a momenti di distrazione o di sufficienza. Così si possono spiegare il bel gol del Sassuolo fabbricato da Politano e Falcinelli, nato però da un appoggio sbagliato di Reina, e i due legni colpiti dagli emiliani. Episodi all’interno di una partita dominata sotto ogni punto di vista - tanto palleggio e diverse occasioni - nonostante i nostri gol arrivino da due calci da fermo e da un palla rubata su errore di Sensi. Ma aumentare le soluzioni a disposizione, non ci dispiace affatto. 

Prezzi popolari e tifo aristocratico: quasi 55.000 mila spettatori ieri, stessi numeri per mercoledì. Prezzi differenti - da 9 a 40 euro le curve, da 25 a 90 la tribuna Nisida - stesso risultato: la festa è qui e si chiama calcio spettacolo e ci dispiace per gli altri che sono tristi e sono tristi perché non sanno più cos'è l'amor! Il vero amore

Undicesima di andata del campionato. Napoli - Sassuolo 3 a 1

[Il deserto dei leoni]

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Genoa - Napoli, "finalmente" si vince



Diawara: non solo il lancio per Mertens del secondo gol, ma una gara molto intelligente nel suo complesso: nonostante le marcature a uomo, il Napoli fa girare palla in maniera veloce e precisa, arrivando sino all’80% di possesso ed il merito è anche suo. Finalmente una bella prestazione e un sette in pagella. 

Zielinski, Chiriches e Rog: il trio era un altro ma il tema lo stesso: si può dare di più. Molto di più.
(A proposito: ma Maksimovic? Investimento a fondo perduto?)

Reina: in un momento delicato, dopo la deviazione di Koulibaly, ci mette il piede sul tiro di Lazovic servito da uno svarione di Hysaj. Poteva essere 2 a 2, invece è un sei e mezzo. 

Contromosse: alle marcature a uomo di Juric, noi rispondiamo portando Insigne quasi terzino per sottrare la sua ombra - Izzo - alla linea difensiva. Mertens si allarga lasciando lo spazio centrale per gli inserimenti soprattutto di Ghoulam (falso nueve) e Hamsik. Rivedere dall’inizio il secondo gol per verificare dove è Insigne, e dove è soprattutto Izzo: in quello spazio lasciato si infila il belga. 

Mertens: risponde alle critiche per le non brillanti prestazioni a Manchester e con l’Inter mettendo a segno una quasi tripletta con duplice ricamo: tanto bella la punizione quanto delizioso il secondo gol con stop a seguire di suola destra e tiro di sinistro sotto la traversa, da distanza ravvicinata e posizione defilata. Otto. 

Numeri: nove vittorie e un pareggio, + 10 in media inglese avendo giocato rispetto a Juve e Inter più partite fuori casa. Il Napoli ieri ha dimostrato che la stanchezza era sopratutto mentale, che la parte difficile è stare sul pezzo per un’intera stagione, vincendo su un campo difficile dove con Sarri non si era mai vinto e dopo tre partite ravvicinate e complesse: peccando “solo” nei dieci minuti finali di leggerezza. Avanti così. 

Decima di andata del campionato. Genoa - Napoli 2 a 3

[Il deserto dei leoni]

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Napoli - Inter: c'è da spostare un bus che si è rifatto il look



Per come è andata ci manca una vittoria e due punti: un po’ noi pecchiamo di lucidità e brillantezza, un po’ è merito di Handanovic che con Skriniar è il migliore della partita. Oltre le occasioni sprecate o sventate, per aggirare il bus interista composto da 10 giocatori in trenta metri nella propria metà campo, occorreva altra intensità e velocità di gioco. Le riserve dovrebbero dare maggior filo da torcere a Sarri nelle scelte, e la catena di destra dovrebbe provare ad essere più incisiva quando a sinistra ci bloccano o siamo meno in forma. 
Ciononostante si gioca quasi esclusivamente ad una porta salvo qualche ripartenza dell'Inter. Vecino si fa 70 metri di campo che pare Tomba e Borja Valero da distanza ravvicinata impegna Reina (6 e mezzo): Icardi, spettatore pagato in timida marcatura su Albiol (6 e mezzo).
Mertens ne spreca due e mezzo (e si becca un 5), Insigne meno incisivo del solito, ogni tanto potremmo provare Ounas per cercare qualche alternativa: a gennaio pensare di sostituire Giaccherini non sarebbe sbagliato. 
Il campionato è ancora lungo e noi continuiamo la nostra striscia positiva di risultati: anche se commentare uno 0 a 0 non succedeva da tempo.

Nona di andata del campionato. Napoli - Inter 0 a 0

[Il deserto dei leoni]

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Manchester City - Napoli: pensavo fosse, e invece



Avrebbe potuto essere una vetrina migliore per il Napoli, e alla fine c'è del rammarico. Avrebbero potuto stirarci in quei trenta minuti iniziali, ma con un pizzico di fortuna e la nostra buona reazione non è successo come ad altre e la sensazione, oltre il rammarico, è che il City non avrà vita facile al ritorno al San Paolo.

Solo chi non ha percezione di sé e di ciò che gli sta attorno poteva pensare di andare a Manchester ad asfaltare il City, la squadra più in forma d’Europa in questo momento, guidata dal più bravo degli allenatori. Venendo tra l’altro da un campionato, quello italiano, davvero poco “allenante” come dicono in molti. Se in Europa non ce ne sono molte, in Italia non ce n’è nessuna di squadra che venga a prenderti in area invece che aspettarti nella sua. Non ci siamo abituati, una situazione del tutto nuova per la squadra. Fanno il paio con questi tifosi quelli che hanno concluso che il Napoli al massimo può giocarsela in Italia o neanche: dovremmo fermarci al confine piemontese. Abbiamo perso - cosa rarissima da quasi un anno - di misura, sbagliando un rigore, concedendo quasi un tempo agli avversari, sul loro campo. Un poco di rispetto per l’intelligenza. 

Zielinski e Diawara diventano così i capri espiatori di quei trenta minuti iniziali dove siamo pure fortunati: come detto ci avrebbero potuto stirare con un 4 a 0. Eppure c’erano persone molto più titolate di loro a dover fare la differenza. Albiol nell’uscita con la palla dalla nostra area, Hamsik nel gestirla, Mertens nell’accorciare e farsi vedere per lo scarico: in tre fanno quindici sul mio tabellino. Gli unici che non s’impauriscono sono Insigne e Koulibaly. Il Napoli non può pensare di poter fare 60 partite stagionali con lo stesso undici di gioco e, la maturazione dei giovani passa proprio per queste partite: se non si possono sostituire due elementi è inutile ambire. Detto questo ricordo quando parte della tifoseria e alcuni "opinion leader" avevano trasformato il giovane Piotr in Boniek e il ghanese in futuro Yaya Touré, titolari inamovibili. Il primo se supera i problemi di personalità, ha piede, accelerazioni e un radioso futuro. Il secondo invece problemi di personalità non ne ha: ma gli manca l’intelligenza tattica di Jorginho che i più apprezzano in fase d’impostazione, senza accorgersi del lavoro che fa in pressing o chiudendo le linee di passaggio. I primi trenta minuti del Napoli si spiegano anche con un pressing mediocre e dannoso, le distanze del tutto sbagliate. Intanto in due fanno 11: uno in più per Diawara che segna il rigore meritando così la sufficienza. 

Certo ovviamente è colpa di De Lareuntiis perché potevamo comprare altri giocatori, anche se poi capita che si rompono un ginocchio come Milik. Concordo, io avrei preso Neymar, Didì e Batman. Per la spiegazione tornare in testa al post, non sarebbe male avere percezione della realtà, della città, del calcio italiano, della Società Calcio Napoli, della sua proprietà e, soprattutto, della proprietà avversaria: gli sceicchi che pagano in barili. Anzi se rivedo chi avevano in panchina che non ha giocato, ho il sospetto che oltre Batman pure l’Uomo Ragno tornava utile. 

Ghoulam: avete finalmente capito perché il City e tanti altri lo vogliono e lui chiede un contratto adeguato? Sette in lettere: il migliore in campo. 

Sotto sotto, ho l’impressione che la testa dei giocatori sia molto più concentrata sul campionato. 

Terza di andata gironi Champions League. Manchester City - Napoli 2 a 1

[Il deserto dei leoni]

posted by Mauro Erro @ 09:40, , links to this post


Roma - Napoli: la capolista se ne va



Partita: dai due volti, e 5 euro a Beppe Viola a saldare la multa per l’espressione infelice. Il Napoli è padrone di se stesso e del gioco e quando vuole va in porta. Dovrebbe chiuderla sul 2 a 0 e non lo fa. La Roma nel secondo tempo ci mette più fisicità e convinzione, pressa alta, e aggiunge un discreto Perotti, con supporto del vecchio Kolarov, sul lato sinistro, dove Callejon (6) stavolta non brilla. 

Mertens: non brilla neanche lui che freme, ma manca di lucidità nell’ultima scelta: dovrebbe darla e cincischia, dovrebbe tirare e invece passa. 

Solidità: non è il miglior Napoli di questa stagione, e il miglior Napoli di questa stagione non è ancora all’altezza di quello visto lo scorso campionato nel girone di ritorno. Possiamo ancora migliorare e ciò nonostante 8 partite e 8 vittorie, + 5 sulla Juventus. Non abbiamo vinto niente, il campionato è ancora lungo, ma meglio averli 5 punti di vantaggio che il contrario: talvolta davvero si ha l’impressione che giochi in un'altra dimensione. 

Albiol, Koulibaly, Reina: in tre fanno 21. Reina fa un grande intervento sul colpo di testa di Fazio. I nostri centrali annullano invece Dzeko. Soprattutto Albiol, scelto dall’attaccante bosniaco. Dopo l'Inter che ne ha subiti 3, con la Roma il Napoli ha la migliore difesa del campionato con 5 gol presi.

Allan e Insigne: sono i migliori in campo (15 in due, ma uno in più al napoletano). Il secondo fa il centesimo gol e ci regala i tre punti. Peccato che il pallone gli rimanga sotto, dopo una serpentina in cui ne fa secchi tre, e non possa tirare per il raddoppio. Allan è inesauribile, l’energia del centrocampo del Napoli, si inserisce, allunga, accorcia, assiste: s’abbassa i calzettoni e continua a correre. 

Guardiola: ha passato il periodo della sosta a guardarsi il Napoli e tutta questa settimana ad elogiare mister Sarri - “il miglior gioco d’Europa” - invitando i tifosi allo stadio: “sarà una bella partita”. Grazie Pep, e speriamo che sia soprattutto una bella partita. Fa piacere che oltre Sacchi, altri maestri si complimentino con noi, ma il Napoli non ha ancora vinto niente e non abbiamo né la storia né il fatturato dei club di prima fascia d’Europa tra cui si accomoda il City. Prendiamola come esperienza importante e facciamo la nostra partita soprattutto divertendoci. 
Poi l’Inter. 

Ottava di andata del campionato. Roma - Napoli 0 a 1.

[Il deserto dei leoni]

posted by Mauro Erro @ 10:21, , links to this post


Napoli - Cagliari: pronti, partenza, via



Pronti partenza via: sette partite, sette vittorie, unica squadra a punteggio pieno. 11 diversi giocatori a segno. 25 i gol realizzati complessivamente, + 8 in media inglese. Ieri sono bastati 5 minuti per sbloccarla, 47 per chiuderla. Il resto è noia, direbbe il califfo. Complimenti a tutti. 

Hamsik: finalmente torna al gol, il primo, che avvia sui binari giusti la partita, e disputa tutti i novanta minuti. Di buon livello: gli valgono un sette in pagella che è un invito alla festa. La sua, al prossimo gol. 

Mertens: è davvero impressionante quanto sia migliorato e quanto sia in fiducia mentalmente, quanto si senta forte, tanto da regalare assist a ripetizione, di tacco, o facendo passare la palla sulla testa dell’avversario per lanciare Allan. Speriamo resista a lungo, intanto otto è il suo voto. 

Sosta: dopo la sosta avremo Roma, Manchester City e Inter. Continueremo con altre 4 partite impegnative per un totale di 7 in 22 giorni. Per le nostre ambizioni sarà fondamentale uscirne bene. 

Var: la giornata si chiude con l’arbitraria interpretazione dello strumento tecnologico: ci può stare il rosso su Lichtsteiner per la gomitata che è volontaria, in ogni caso il gol dopo 12 secondi è da annullare. Petagna la prende con la spalla e non di braccio, quindi non è rigore. Ciò nonostante i pochi a lamentarsi del Var sono Allegri o Massimo Mauro: benvenuti nel mondo Juve. 

Settima di andata del campionato. Napoli - Cagliari 3 a 0

[Il deserto dei leoni]

posted by Mauro Erro @ 10:15, , links to this post






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