Spal - Napoli, o del rinnovo di Ghoulam

Faouzi Ghoulam


Primi tempi: in linea di massima queste sei partite ci dicono cose che già sapevamo. Che gli avversari difficilmente riescono a tenere per novanta minuti la stessa intensità di gioco, le giuste distanze tra i reparti, la medesima organizzazione di gioco difensiva, stretti e compatti. Ieri la Spal aveva 5 in difesa che ci aspettavano bassi per toglierci profondità, tanta densità al centro, e ci lasciavano giocare sulle fasce: ormai ci conoscono, e non potendo competere sul palleggio, ci aspettano. A noi basta aumentare i ritmi nel secondo tempo, schiacciare il piede sulla velocità, per scomporli. Approcciare con maggiore cattiveria agonistica mica sarebbe peccato, però. Intanto, tra scorso campionato e questo fanno 30 partite e una sola sconfitta.

Seconde linee: ieri è andata meno bene, abbiamo rischiato di più, giocato maluccio e sotto ritmo e la partita l'abbiamo sistemata grazie alle qualità di alcune individualità. Il motivo sta nella deludente prestazione di Maksimovic, Zielinski, Diawara (in tre fanno 15), a cui si aggiunge pure la non brillantezza di Mertens, il periodo così e così di Hamsik, l’errore di Reina e le basse percentuali sottoporta di Milik. 

Milik: Si è rotto. L’altro ginocchio. Auguri e buona fortuna. Nel frattempo, sfortunato e impreciso, spreca due occasioni da gol. La differenza nei principali campionati è tutta lì: le poche occasioni bisogna sfruttarle. 

Reina e Rog: il secondo, tra quelli di centrocampo, ha il minor minutaggio. Non solo le caratteristiche tecniche, ma anche indugiare sempre negli stessi errori lo rende una soluzione poco praticabile: la sua foga agonistica si traduce spesso in una ammonizione immediata e lo obnubila: ieri neanche il tempo di entrare e un fallo stupido al limite dell’area. Reina (5) non può prendere gol sul suo palo, un tiro a mezza altezza, anche se la Spal piazza altre due barriere, una di 4 e un’altra di 3, per nascondergli la palla. 

Ghoulam: con Allan (7) il migliore in questo scorcio di stagione. Parte dalla sua metà campo, accelera per saltare il primo, sterza per evitare secondo e terzo e la piazza nell’angolino di destro, che non è il suo piede. Con il suo, aveva già calibrato un cross tagliente per la testa di Callejon per il raddoppio. Il migliore in campo che significa otto scritto in lettere. 

Sesta di andata del campionato. Spal - Napoli 2 a 3

[Il deserto dei leoni]

posted by Mauro Erro @ 12:04,

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