Nizza - Napoli, prove di Champions



Preliminari: adesso viene il meglio. Una fase a gironi così ricca di squadre non la ricordo: le grandi di Spagna, mezza Premier League, il Paris degli sceicchi. Giovedì vedremo cosa uscirà dal sorteggio, per il Napoli sempre molto fortunato. Erano solo preliminari, quindi si possono anche perdonare al Napoli lo spreco delle occasioni all’andata come ieri, e quei cinque, dieci minuti di pausa - è successo anche a Verona - che ci costano un gol o quasi. Raccogliamo i frutti di una stagione esaltante quale è stata la precedente, per il secondo anno consecutivo, mai successo, siamo in Champions e da nove, nessuno in Italia, in Europa.

Balo e Sneijder: dovevano essere due spauracchi o, almeno, qualcuno ha provato ad usarli così. Pretendere di più dai due, uno rientrava da un infortunio, l’altro è da dieci giorni con la squadra, era una illusione. Una illusione che il Nizza potesse pensare di passare il turno. All’andata come ieri si è visto che il Napoli è di un’altra categoria. 

Jorginho: all’andata come al ritorno contende la palma del migliore in campo a Insigne e Mertens, pur non giocando all’attacco anche se, cosa rara per lui, stavolta ha anche un gol messo a segno su rigore. Sette in pagella per questo inizio di stagione, un mezzo in più a titolo di risarcimento per non essere stato del tutto apprezzato in passato e ancora oggi: un centromediano metodista, un regista basso quasi perfetto per il gioco di Sarri. 

Li chiamavano Trinità: portano in dono tanta felicità al bambino che è in noi. Calle (6 e mezzo) sempre utile innanzitutto in fase difensiva, piazza il gol decisivo per il passaggio del turno. Mertens (6 e mezzo) non trova il gol ma irride gli avversari - Dante al secondo tunnel in cinque minuti gli rifila una gomitata di esasperazione - talvolta spreca, è sfortunato sul palo. Insigne (7 e un quarto) è, non ci fosse stato Diego a Napoli, l’uomo a cui dare la numero dieci. Quando la palla passa dai suoi piedi la sensazione è che stia per accadere qualcosa. Un assist, un tiro a giro, un’idea. È, anche, il porto sicuro a cui affidare la palla quando siamo pressati in uscita: si abbassa per dare una mano ai compagni in appoggio a Jorginho ed Hamsik. Il gol è il giusto premio per le prestazioni e il ruolo assunto. 

Koulibaly e Zielinski: Il primo è autoritario, finanche imperioso quando esce a chiudere tutti i tentativi Nizzardi. Quando è cattivo e attento per tutti i novanta minuti Koulibaly (6 e un quarto) è uno dei centrali più forti al mondo e peccato perché avrebbe potuto infilare su calcio d’angolo Cardinal. Zielinski (6) quando c’è spazio tra le linee avversarie sa essere devastante e per poco non segna, dopo aver fornito un assist al Nizza niente male: in attesa che sbocci del tutto. 

Preliminare di ritorno di Champions League. Nizza - Napoli 0 a 2 

[Il deserto dei leoni]

posted by Mauro Erro @ 11:30,

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