Se dico pizza….dico?

Let’s Pizza o Wonder Pizza, il distributore automatico che impasta e cuoce la pizza in meno di tre minuti! Roba da non credere, da qualche tempo esiste questo marchingegno grande come un frigorifero, progettato a Torino dalla Ironweld srl. Sette anni per realizzarlo e oltre 10 milioni di dollari per la progettazione e per il lancio.
“In soli 90 secondi (ordinazione compresa) verrà sfornata una pizza (di 23 centimetri di diametro), senza che nessun pizzaiolo (o altri) ci metta mano. Una macchinetta può contenere fino a 102 pizze e la scelta è (per ora) tra tre differenti tipi (Margherita, Supreme e Hawaii). Il prodotto viene tostato elettronicamente e non viene usata la tecnica del microonde, assicurano i progettisti. Il costo è di cinque dollari per pizza.” Pare proprio, se dello stesso distributore si parla, che l’inventore di questa macchina che fa tutto da sola sia un italiano, Claudio Torghele. Il megafrigorifero vending/machine di cui ha parlato anche il Times “mescola la farina con l’acqua e crea l’impasto, fa la base, aggiunge la salsa di pomodoro e infine tutti gli altri ingredienti. L’intero procedimento, compresa la cottura a infrarossi, richiede 3 minuti”. Roba da far raccapricciare persino i giapponesi!
E’ vero che la pizza è internazionale e che parecchi ne rivendicano la paternità, ma non esageriamo, la vending pizza machine no, non si può sentire! E anche per una pizzovora come me, che va in crisi se non ha la sua razione settimanale, è assurdo pensare di mangiare una wonder pizza. Ultimamente, piuttosto, la mia più assidua frequentazione della capitale partenopea mi consente di soddisfare questa dipendenza cronica con “vere o verosimili” pizze, tanto da costringere il viandante a seguirmi all’esplorazione periodica dei pizzaioli della città.
Per adesso la mia personale classifica è limitata perché c’è ancora parecchio da assaggiare, ma a chi passasse da queste parti e non fosse interessato ad un megafrigorifero parlante posso cominciare a consigliare qualcosa: Pizzeria Sorbillo per una meravigliosa e tradizionalissima margherita, Di Matteo per una pizza fritta degna del nome (ma in materia mi manca ancora parecchio) e Enzo Coccia, La Notizia, per una pizza leggera, digeribilissima, squisita e realizzata con materie prime di ottima qualità!
Qualche giorno fa, colta da una astinenza mistica da lievito ho deciso di riprovare a fare le focacce, più in versione ligure (in teoria) che partenopea, precisamente alle cipolle. Ho sfornato alla fine più di un chilo di focacce, di vari gusti, che per un errore non sono venute proprio liguri al cento per cento, ma che lasciano presagire una migliore riuscita se la prossima volta seguirò la ricetta per bene. Vi lascio la ricettina della focaccia alle cipolle ripetendo la domanda: Se dico pizza…dico?
…..Napoli e basta!

Focaccia alle cipolle

500 gr di farina di frumento
30 gr di lievito di birra
2 dl di acqua
Olio
Sale grosso
Una cipolla grande


Mescolate la farina con il lievito sciolto nell’ acqua tiepida, unite un pizzico di sale, 2/3 cucchiai abbondanti di olio e lavorate il composto su una spianatoia infarinata. Continuate a impastare e qualora occorresse, aggiungete un altro po’ d’acqua e olio. Fatene una palla, incidetela a croce e lasciatela lievitare per circa un'ora. Trascorso questo tempo, sgonfiate la pasta, stendetela in una teglia unta d'olio e lasciatela riposare per altri 40 minuti. Infine cospargete la focaccia con qualche granello di sale grosso, olio e cipolla tagliata a fette sottili. Ponetela in forno preriscaldato a 200 gradi per circa 25 minuti.

Adele Chiagano

posted by Mauro Erro @ 11:20,

3 Comments:

At 15 settembre 2009 alle ore 14:20, Blogger JAJO said...

Vabbe'... a me ricorda il distributore di Coca Cola di Fantozzi :-D
La prossima volta prova la pizza provola e limone da Starita, a Materdei... mi dirai :-D

 
At 15 settembre 2009 alle ore 18:57, Anonymous roberto said...

se nel menù di questa macchina infernale ci trovo l'hawai (nientepopodimenocheunapizzamargheritaconaggiuntadiANANAS) capisco anche chi sono i possibili acquirenti !!! 'sti americani....

 
At 16 settembre 2009 alle ore 10:54, Blogger il maiale ubriaco said...

No no. Non si può sentire ne vedere una roba del genere. A proposito di focaccia con le cipolle. In territorio tarantino ho assaggiato una focaccia cipolle e olive nere da svenire. Un saluto.
Ste

 

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